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Deposta Madre Francesca, la nuova Superiora Generale, constatando le precarie condizioni di salute della Fondatrice, la invita ad andare a Bamberg dalla sorella Edwig, fedele amica delle suore. Ritrovatesi in Germania, le due sorelle hanno modo di pregare insieme sulla tomba dei loro genitori. Dopo due settimane Madre Francesca torna a Vienna per fare 10 giorni di esercizi spirituali, guidati da P. Jacquemin, appositamente venuto da Roma. Il 15 ottobre 1896, la Superiora Generale accompagna a Roma Madre Francesca, che rimane nella Casa Madre per circa nove anni.

Per le suore di tutta la Congregazione la rimozione di Madre Francesca dall’ufficio di Superiora Generale è vissuta come una calamità. Tutte la stimano per la sua pietà, il suo zelo, per la dedizione, lo spirito di sacrificio e le doti umane. La ritengono una persona santa, illuminata da Dio. Attratte dal modo con cui lei vive questa situazione, le suore ben presto vedono nel cambiamento la mano della Provvidenza, che già molte volte aveva guidato Madre Francesca "per vie insolite". Si rendono conto che la sua missione non è finita, anzi più di prima, nel silenzio e nella preghiera, Madre Francesca è un dono per la Congregazione.

 

È sempre ben disposta e consiglia la nuova Superiora Generale che apprezza il suo aiuto. Molte volte manifesta la sua felicità di poter pregare per la Congregazione davanti al tabernacolo, dove trascorre molte ore del giorno e della notte. Ogni giorno pratica il pio esercizio della Via Crucis meditando la passione di Gesù. Per due anni, per motivi di salute, partecipa solamente alla preghiera comune e alla ricreazione, ma appena migliora, è pronta ad ogni lavoro di casa ed è aperta ad ogni necessità. Volentieri insegna alle suore la musica, anima la ricreazione della comunità e dispone l’animo di tutte alla gioia, esprimendo così la bellezza della consacrazione. Di buon mattino va a S. Pietro per pregare davanti alla Pietà e poi passa alla cappella del SS. Sacramento e sosta in adorazione; il suo posto preferito è l’inginocchiatoio davanti all’inferriata della stessa cappella.

L’anno santo del 1900 è per lei un’occasione straordinaria per ravvivare lo spirito di penitenza e di preghiera. Nel tempo della quaresima visita le sette basiliche e altre chiese di Roma.

 

L’influenza positiva di Madre Francesca nella Casa Madre è riassunta dal Visitatore di Papa Pio X. Egli si congratula dello spirito che regna nella comunità e incita le suore a continuare ad essere serene e gioiose.

Il 2 luglio 1905, nonostante i suoi sessant’anni Madre Francesca, viene trasferita a Castel Sant’Elia. Qui si dedica alla cura dei bambini più piccoli e più bisognosi e lo fa con entusiasmo giovanile. Bussa alla porta della cucina e si rende disponibile ad aiutare la cuoca. Quando può si reca al santuario nella valle, scendendo i molti gradini intagliati nel tufo, sosta in preghiera e raccoglimento davanti al Santissimo e davanti all’immagine della Madonna. Il Profeta Elia, intravisto nella visione dei due monti, nel Carmelo di Himmelspforten, la introduce alla contemplazione del mistero di Dio che la riempie di pace. Alle suore, che in occasione del Capitolo Generale tenuto in America, volevano di nuovo averla come Superiora Generale, risponde che ora può fare più di prima e ringrazia Dio di averla liberata da questo ufficio.

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"COME IL CHICCO DI GRANO"

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