I primi anni a Mellrichstadt

LA NASCITA

Madre Francesca nasce a Mellrichstadt il 24 novembre 1844, primogenita di quattro figli. Dopo di lei, i genitori Adam e Franziska Hörhammer Streitel danno alla luce Adam, Hermann ed Hedwig. 

Mellrichstadt è una pittoresca cittadina medievale della Baviera, adagiata ai piedi del massiccio del Rhön, al confine con la Turingia.

Nella prima metà del XIX secolo la città, che faceva parte della Diocesi di Würzburg, contava circa tremila abitanti. Intorno all’anno mille era divenuta campo di battaglia tra gli eserciti dell’imperatore Enrico IV di Franconia e Rodolfo di Svevia, che era stato incoronato re di Germania dai nemici di Enrico IV. L’imperatore, disposto a tutto pur di mantenere il potere, due anni prima si era sottoposto alla famosa penitenza di fronte al castello di Canossa per arginare il conflitto con Papa Gregorio VII nel groviglio della lotta per le investiture; ora a Mellrichstadt, in quell’infausto 7 agosto 1078, tentava di mettere fuori gioco l’anti-re Rodolfo, ma finì per subire una grave sconfitta d’immagine e di uomini. 

L’eredità ingombrante di questa storia, il suo evolversi all’ombra di aspre controversie temporali e religiose, aveva in qualche modo costretto la gente di Mellrichstadt a maturare e custodire una fede solida. Questa sensibilità religiosa si manifesterà anche attraverso l’edificazione di tanti santuari dedicati alla Vergine, venerata col titolo di Addolorata, che Madre Francesca frequenterà assiduamente. 

Casa natale Madre Francesca (2)

Casa natale di Madre Francesca Streitel

Chiesa di san Sebastiano dell'ospedale d

Mellrichstadt - Chiesa di san Sebastiano

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Mellrichstadt - Chiesa parrocchiale di san Kilian

Mellrichstadt

Mellrichstadt - piazza del mercato

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Mellrichstadt

Mellrichstadt sarà anche luogo di convivenza non sempre facile tra popoli, fedi e culture. Già dal XIII secolo vi risiedevano molte famiglie ebree. La loro comunità si era via via radicata e proprio al tempo di Madre Francesca era stato costruito prima un cimitero ebraico, poi una sinagoga e una scuola di religione. A testimonianza della loro presenza prospera e attiva, vale la pena ricordare anche che in quel periodo la maggior parte delle imprese commerciali della città erano di proprietà degli ebrei e le loro case e i loro negozi erano quasi tutti concentrati lungo la via principale. 

Ecco: è in questo clima multiculturale e multireligioso che vive la famiglia Streitel e cresce Madre Francesca, sviluppando una particolare sensibilità all’accoglienza e al rispetto delle differenze religiose. Questo tratto singolare, che renderà feconda la sua missione, sarà trasmesso con forza ad ogni Suora dell’Addolorata, come ben si coglie nelle Norme del 1883, scritte da Madre Francesca:

 

«L’amore per il prossimo abbraccia con la stessa abnegazione tutte le persone nei loro bisogni, anche i non cattolici. Se ci fosse una richiesta da questi fratelli e sorelle, le suore con gioia e prontezza al sacrificio si prendono cura del malato, evitando ogni cosa che possa dare l’impressione di fare proseliti. Anzi, in questi casi le suore da vere religiose si sforzeranno di essere sante».

IL BATTESIMO

Secondo gli usi del tempo, Madre Francesca viene battezzata nella casa natale il giorno stesso della nascita e riceve il nome di Amalia Francesca Rosa. Dell’evento si conserva una testimonianza singolare citata da p. Aquilino Reichert, il primo biografo di Madre Francesca:

 

«…si è potuta apprendere una notevole circostanza, raccontata dalla madre di Amalia. Secondo il costume locale, la bimba fu battezzata in casa, lo stesso giorno della nascita. Era una cupa giornata di novembre; improvvisamente, durante il battesimo, un limpido raggio di sole brillò nella camera, dove si celebrava il rito. Tutti ne furono meravigliati ed il parroco Endres, che battezzava, accennò al fatto in modo esplicito, citando le parole della Scrittura per S. Giovanni: “Cosa sarà di questa creaturina?”».

MADRE FRANCESCA STREITEL

Quando l'amore abbraccia tutti

con la stessa abnegazione

"Noi dobbiamo amare coloro che sono stati affidati alle nostre cure: malati e bambini, ma deve essere un amore puro e santo"